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Nino Aimone

opere dal 1964 ad oggi

Per Nino Aimone, una mostra personale è sempre un problema da affrontare e risolvere in piena responsabilità; tanto più ora che è tempo di consuntivi. Il problema non consiste nella selezione dei pezzi da esporre, che sono parecchi e di convincente qualità, né lo spazio espositivo, che comunque dovrebbe essere grande e ben articolato, e neppure il tempo più o meno lungo sul quale puntare (per esempio, l’ultima stagione o un momento più o meno coerente in una vicenda ormai lunga e  complessa), invece la scelta di una prospettiva secondo la quale riconsiderare il proprio lavoro  nella sua totalità, da ricomporre in ragione del punto di vista privilegiato. Ogni mostra, dunque, come un modo per ripensare criticamente dal presente il vissuto, ovvero per riconoscere nel presente l’attualità del fatto e del pensato in illo tempore.

In questo caso, la scelta prospettica può così riassumersi: il costante ma differenziato impegno ideologico ed etico dal 1964/5 alle ultime opere. Il 1965 è l’anno della Quadriennale romana, alla quale Aimone partecipa su invito con tre opere di grande formato (U.S.A. 1965, Il reattore, Minaccia atomica, presenti in questa mostra), ma è anche l’anno di una esperienza bruciante, un viaggio negli Stati Uniti con un gruppo di artisti italiani, che gli serve per confermare intuizioni, chiarire percorsi avviati almeno l’anno precedente, esprimere valutazioni rispetto ad orizzonti più vasti.

 

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Catalogo di Nino Aimone
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Ludovico Operti

Sfaccettature naturalistiche

 

 

 

 

 

L'azione creativa fotografica prima che un atto tecnico è un'idea espressiva

 

C. Marra

 

Nello spazio espositivo di Corso Casale 85 si apre la mostra fotografica di Ludovico Operti che reca echi di un naturalismo pittorialista, attento all'"attimo" e segnato nel contempo da un carattere attuale che lo contraddistingue.

Si tratta di una serie paesaggistica dove la natura si presenta nei suoi aspetti più "selvatici", ora appare invece nei suoi tratti urbani, fra angoli scorciati e dettagli in evidenza, sempre sotto una luce particolare che cifra l'insieme delle opere.

L'uomo non compare ma vi si allude, quale presenza silenziosa e invisibile.

E' da notare che tutte le fotografie sono state scattate con mezzi esclusivamente analogici; in particolare sono state utilizzate le cosiddette "toy camera", apparecchi fotografici di scarsa qualità che producono immagini segnate da distorsioni, infiltrazioni di luce.

I limiti della fotocamera sono stati sfruttati per raggiungere particolari atmosfere, senza per questo rendere artificiose le immagini.

Giovanna Arancio

Sito internet (centoventi.jimdo.com)

Mostra di Natale 2014


Catalogo mostra di Natale 2014
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